Ai piedi del monte Kamenjak ,sorge in mezzo ai campi la chiesa di S. Pietro .Questa chiesa della seconda metà dell’ XI secolo è particamente tutto ciò che rimane dell’ abbazia benedettina soppressa nel 1467.
Si sono conservati due documenti relativi alla fondazione del convento, stesi nell' arco di dieci anni.In uno sono citati i nomi del vescovo arbiano Drago, del priore Maius e di tutti gli abitanti del Comune di Rab che allabate Fulkon donarono le chiese di S. Pietro e di S. Cipriano con i terreni appertenenti perchè vi fondasse un convento. L' altro documento, la cui autenticità è contestata dalla storiografia recente, riporta l’ attestato del re Petar Kre{imir IV riguardante la fondazione del convento. L' atto - in realtà la sua trascrizione posteriore - contiene tutte le notizie importanti per la datazione della chiesa e dei resti del convento. Bisogna menzionare che non rimane nessuna traccia della chiesa di S. Cipriano, nè materiale nè quella indiretta nei toponimi degli abitati circostanti.
In convento era un importante centro benedettino in numerosi documenti riguardanti, per esempio, i vari privilegi concessigli.
Quel che rimane oggi degli edifici del convento è un muro parzialmente conservato dell’ ala est con finestre romaniche. Qualche altro elemento ora fa parte di costruzioni recenti, quali la parrocchia e la cooperativa agricola; altri, invece, sono stati demoliti ultimamente. Rimane però interamente conservata la chiesa, la parte più importante di tutto il complesso conventuale.
La facciata della chiesa possiede tutte le caratteristiche del romanico maturo del XII secolo e un’ accentuata forma basilicale.
Accanto alla chiesa, allineato al filo della facciata, sorge la torre campanaria dai caratteri romanici. Vi si trova la campana più antica della Dalmazia, fusa nel 1290 dal monaco Luca di Venezia. E interessante anche la campana piccola, fusa nel 1593 dallo stesso maestro Jakov (Iacobus Caldelarius) che aveva realizzato la campana grande per il Duomo di Rab.
Gli elementi architettonici della facciata, descritti in precedenza, presentano numerosse analogie e persino caratteri identici a quelli di alcune architetture sacre del romanico maturo ad Arbe e a Zara. |